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Mag 2009
Web semantico

Tutti noi abbiamo visto un film di fantascienza dove le macchine dialogano con esseri umani. E’ una cosa normale, almeno così sembra. Ma non è così semplice, perché un robot per dialogare con un essere umano deve innanzitutto capire cosa gli viene detto.
Utilizzando i motori di ricerca in rete ci rendiamo conto che i programmi non comprendono realmente cosa gli diciamo, cosa gli chiediamo di cercare per noi, ma utilizzano le nostre parole soltanto per verificare, con più o meno complessi algoritmi, in quali siti ci sono maggiori occorrenze dei medesimi termini. Infatti, nonostante i vocaboli da noi ricercati siano molto precisi, le risposte che otteniamo sono spesso approssimative e includono siti che non hanno nulla a che fare con la ricerca da noi impostata. Il classico esempio è la ricerca del termine “espresso”, che fornisce risultati sia inerenti al “caffè espresso” che al “treno espresso”.
Quindi, l’efficacia della ricerca sul web dipende anche molto dalla esperienza di "navigatore" dell’utente.


Ciò comporta la necessaria conclusione che internet è sì pieno di informazioni, ma che quelle informazioni talvolta possono anche essere dannose o comunque mal gestite. In sostanza l’intera rete internet è formata da informazioni che sono poste per essere gestite dall’uomo, non dalle macchine o da programmi. La struttura di dati non è assolutamente riconoscibile da un robot.

Per superare questa impasse ci sono allo studio molti progetti, tutti catalogati sotto la categoria web semantico, termine coniato da Tim Berners Lee nel 2001, e che si potrebbe considerare il vero web 3.0.
In particolare col web semantico si cerca il modo per dare una struttura ai contenuti della pagine web al fine di un recupero più efficiente delle informazioni da parte dei motori di ricerca. Quindi, in sintesi, attraverso il linguaggio naturale e la formulazioni di frasi saremo in grado di arrivare all’informazione richiesta senza errori, sfruttando delle macchine che compiano l’operazione per noi. Per fare ciò le informazioni devono essere costruite in una forma accessibile e processabile da una macchina.
Insomma, col web semantico avremmo finalmente un web che comprende realmente le nostre richieste, non tanto in virtù di sistemi di intelligenza artificiale ma grazie ad una speciale marcatura (tag) dei documenti e di un linguaggio gestibile da tutte la applicazioni. Saranno poi i programmatori a mettere in collegamento le richieste e le informazioni, sulla base delle suddette marcature.
Siamo passati da un web di informazioni ad un web di scrittura, il web dei social network che vediamo adesso. Col web semantico avremo un ulteriore evoluzione, giungendo ad un collegamento tra le informazioni che consenta un utilizzo diverso, più preciso, più umano.

La classica applicazione del web semantico sarà la rassegna stampa. Ognuno potrà scegliere documenti da inserire, e i programmi costruiranno la rassegna stampa non sulla base delle parole usate nel documento ma sulla base del significato del documento stesso.
Altra applicazione, al di fuori dal web stavolta, potrebbe essere l’uso di programmi del genere in call center, in grado di rispondere correttamente senza l’ausilio di un essere umano.
Vi sono già allo studio delle applicazioni pratiche basate sul web semantico, come ad esempio SmartWeb, un software che gira su un palmare, col quale è possibile dialogare: riconosce la voce parlata e cerca le informazioni utili sulla base delle meta-informazioni di cui sono dotate le pagine web scritte in ossequio ai dettami del web semantico. Una animazione flash che spiega il funzionamento di SmartWeb la potete trovare in rete sul sito di SmartWeb (cliccate su Flash-Demo).

Altra applicazione che sfrutta la semantica è Swotti, che raccoglie informazioni su prodotti di vario genere, film, città, persone, e così via, analizzando opinioni e recensioni comparse su altri siti.
Poi abbiamo Powerset, un motore di ricerca semantico acquisito da Microsoft, che consente di interrogare l’archivio inglese di Wikipedia attraverso frasi espresse in linguaggio naturale.

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