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28
Gen
2010

Internet è libertà

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clinton

Da qualche giorno è nato un contenzioso tra Google e il governo cinese. Google ha deciso di contrastare la censura cinese nei confronti delle ricerche in rete, e il governo cinese sostiene che se Google non rispetterà le loro norme sarà oscurato.
In questo disputa è interessante l’intervento del segretario di Stato USA, Hillary Clinton, un discorso sulla libertà di internet, pronunciato al Newseum di Washington e subito criticato da Pechino. Questo intervento è molto importante, specialmente in un periodo in cui il governo italiano cerca di imporre restrizioni eccessive alla rete. Addirittura, circa il 31% della popolazione mondiale vive in paesi dove vige una qualche forma di censura in rete.
Secondo Alec Ross, segretario all’innovazione, dovremmo scegliere se “vivere in un mondo dove esiste un solo Internet o in un mondo dove le informazioni a cui abbiamo accesso, la conoscenza a cui abbiamo accesso dipende dal paese in cui viviamo”.

Di seguito trovate una sintesi del discorso della Clinton. La traduzione è di Carlo Antonio Biscotto.

Le reti di informazione che si vanno rapidamente diffondendo stanno dando vita ad un nuovo sistema nervoso sul nostro pianeta. Quando accade qualcosa nel mondo lo veniamo a sapere in tempo reale. E possiamo rispondere in tempo reale. Lo stesso principio si applica a ogni aspetto della vita degli esseri umani. Mentre ce ne stiamo qui seduti, tutto quello che diciamo può essere trasmesso a miliardi di persone in tutto il mondo. L’informazione non è mai stata
così libera. Ci sono più modi per diffondere più idee a più persone che in qualunque altro momento della storia. E anche nei Paesi autoritari le reti d’informazione aiutano la gente a conoscere la realtà e a chiedere conto ai governi del loro operato. Ma dobbiamo riconoscere che
queste tecnologie non sono solo una benedizione. Questi strumenti servono anche a ostacolare
il progresso dell’uomo e i diritti politici. Come l’acciaio l’energia nucleare può fornire
energia ad una città o distruggerla, così le moderne reti di informazione e le tecnologie informatiche possono essere impiegate per il bene o per il male. Le stesse reti che contribuiscono a organizzare i movimenti per la libertà consentono anche ad Al Qaeda
di diffondere l’odio e incitare alla violenza contro gli innocenti. Nel corso dell’ultimo anno sono aumentate le minacce contro il libero flusso di informazioni. Cina, Tunisia, Uzbekistan (e altri Paesi) hanno varato provvedimenti per censurare Internet. Se è chiaro che queste tecnologie stanno trasformando il mondo, non è chiaro come queste trasformazioni influiranno sui diritti umani e sul benessere degli abitanti del pianeta. Le nuove tecnologie sono neutre
rispetto alla lotta per la libertà e il progresso, ma gli Usa non lo sono. Noi ci battiamo perché Internet sia uno solo e accessibile a tutta l’umanità. È una sfida nuova, ma il nostro dovere di aiutare a garantire il libero scambio di idee risale alla nascita della nostra
repubblica. Accettando il premio Nobel, il presidente Obama ha parlato dell’esigenza di costruire un mondo nel quale la pace poggi sui diritti e sulla dignità di ciascun individuo. Al
mondo ci sono molte altre reti: alcune contribuiscono alla circolazione di risorse e persone,
altre facilitano gli scambi tra individui che fanno lo stesso lavoro o coltivano stessi interessi. Internet è una rete che amplifica le capacità e le potenzialità di tutte
le altre reti. Bisogna garantire alcune libertà fondamentali: la libertà d’espressione è la prima e non consiste più solo nel poter andare nelle piazze e criticare chi ci governa
senza timore di ritorsione. Blog, email, social network e sms hanno aperto nuovi luoghi di incontro e di scambio di idee e hanno creato nuovi obiettivi per i censori. Ci sono governi che lavorano per cancellare le mie parole; ma la storia ha già condannato questi comportamenti. Due mesi fa commemoravamo il 20° anniversario della caduta del Muro di Berlino. Il Muro era il simbolo di un mondo diviso. Oggi la nuova icona del nostro tempo è Internet. Internet è motivo non di divisione, ma di legami. Ma al posto dei muri visibili stanno nascendo un po’ dappertutto muri invisibili. Alcuni Paesi hanno eretto barriere elettroniche per impedire, almeno
in parte, l’accesso alle reti informatiche. Tutte le società riconoscono che la libertà d'espressione deve avere dei limiti. Non tolleriamo quanti incitano alla violenza come Al Qaeda che usa Internet per promuovere attentati. Così sono da condannare discorsi che incitano all’odio per motivi razziali, religiosi, etnici, di genere o di orientamento sessuale. Internet può contribuire a colmare il divario tra persone di fede diversa. La libertà di religione è essenziale affinché un popolo possa vivere insieme. Ci sono centinaia di milioni di
persone che vivono senza i vantaggi di queste tecnologie. Il talento è distribuito in modo uniforme, le opportunità no. La possibilità di accedere alle reti di informazione globale è una rampa di lancio verso la modernità. Agli albori della rivoluzione informatica molti temevano che queste tecnologie avrebbero diviso il mondo tra ricchi e poveri. Non è accaduto. Ci sono al mondo 4 miliardi di cellulari. Le reti di informazione sono diventate uno strumento di livellamento e dobbiamo usarle per aiutare la gente a sconfiggere la povertà. Governi e cittadini debbono avere la certezza che le reti sono il fulcro della sicurezza nazionale
e della prosperità economica. E questo richiede la risposta coordinata dei governi, del settore
privato e della comunità internazionale. Stati, terroristi e quanti operano per attaccare le reti sappiano che gli Usa le proteggeranno. Chi mette in pericolo il libero flusso delle informazioni attenta all’economia, al governo e alla società civile. Paesi e individui
che attaccano le reti informatiche debbono essere puniti. I principi ora delineati ci guideranno
nell’affrontare il tema della libertà di Internet e del libero accesso a queste tecnologie. Gli
Stati Uniti sono impegnati a fornire le risorse diplomatiche, economiche e tecnologiche necessarie a far progredire queste libertà. Ridisegnare le nostre politiche e le nostre priorità non sarà facile. Ma non è mai facile adeguarsi ai progressi tecnologici. Per questo il prossimo anno collaboreremo con l’industria, il mondo accademico e le organizzazioni non governative affinché le potenzialità di queste tecnologie possano essere applicate ai nostri obiettivi diplomatici. Internet ha già portato enormi progressi in Cina. Oggi moltissimi in Cina usano Internet. Ma i Paesi che limitano l’accesso all’informazione o violano i diritti fondamentali degli utenti di Internet rischiano di autoescludersi dal progresso del prossimo secolo. Usa e Cina hanno posizioni diverse su questo tema e noi intendiamo affrontare queste divergenze
nel contesto di un rapporto di cooperazione e di comprensione. Stiamo rafforzando la Global Internet Freedom Task Force per far fronte alle minacce e invitiamo i mezzi di comunicazione americani a svolgere un ruolo attivo nel contrastare le richieste di censura da parte di governi stranieri. Facciamo in modo che queste tecnologie promuovano il progresso in tutto il mondo. E battiamoci insieme per proteggere queste libertà nell’interesse dei giovani che meritano tutte le opportunità che saremo in grado di creare
”.

 

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Giovedì 28 Gennaio 2010

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