Il 22 dicembre 2009 il tribunale di Sulmona ha prosciolto Giuliani dall’accusa di procurato allarme in relazioni ai fatti del 29 marzo 2009 e nella sentenza che motiva l’assoluzione il GIP scrive che la correlazione tra il gas radon e il movimento delle faglie è un fatto riconosciuto dalla comunità scientifica a livello internazionale.
La storia del tecnico di laboratorio che avrebbe previsto il terremoto dell’Abruzzo è abbastanza nota. Gioacchino Giuliani detto Giampaolo è un tecnico dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario distaccato presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, ed è divenuto noto per le sue ricerche nel campo della previsione dei terremoti, dopo il terremoto che il 6 aprile 2009 ha colpito la città di l’Aquila.
Giuliani ha portato avanti per anni le ricerche sulla correlazione fra il rilascio di radon dalla crosta terrestre ed il verificarsi di terremoti, giungendo alla realizzazione di un rivelatore gamma di sua invenzione.
Nei giorni 29 e 30 ottobre 2002 il suo rivelatore misurò valori eccezionalmente alti e anomali, e Giuliani allertò l’assessore abruzzese alla Protezione Civile dell’imminenza di un forte sisma, senza però poter fornire indicazioni sul luogo in cui tale scossa si sarebbe verificata. Tale incapacità era dovuta all’utilizzo di un solo rilevatore. Il 31 ottobre in effetti un terremoto di magnitudo 5.4 colpì il Molise con epicentro a San Giuliano di Puglia, causando 30 morti.
Giuliani realizzò in seguito un completo sistema di monitoraggio, costituito da più rilevatori, che a suo giudizio è in grado di prevedere i terremoti, sistema collaudato dal Dipartimento di Ingegneria delle strutture, delle acque e del terreno (Disat) dell’Università dell’Aquila.
Giuliani sostiene che il suo sistema di rivelatori di radon da lui chiamati “precursori sismici”, sia in grado di percepire l’energia che si addensa su una faglia e, tramite la triangolazione dei dati prelevati dalle diverse postazioni di rilevazione, di consentire la previsione, con un buon margine di approssimazione, dell’epicentro dell’evento sismico e dell’intensità del medesimo, da 6 a 24 ore prima che l’evento si verifichi.
Nonostante il 25 marzo del 2009 Giuliani avesse rilasciato un’intervista dove rassicurava la popolazione del L’Aquila sostenendo che “Quest’anno questo sciame sismico è stato più intenso e con delle scosse più forti, che sono state rilevate dalla popolazione. Lo sciame non è un fenomeno preparatorio ad un evento sismico più rilevante, né ha correlazione con grandi piogge o nevicate, come ho sentito dire da molti. È un fenomeno normale per una zona come quella di L’Aquila”, dopo la scossa del 29 marzo comunicò per telefono al sindaco di Sulmona la possibilità di un evento disastroso previsto per lo stesso giorno. L’evento però non avvenne.
Il capo della protezione Civile, Bertolaso, chiese una punizione per Giuliani, che fu quindi denunciato per “procurato allarme”.
In realtà Giuliani ricostruisce la vicenda in modo diverso, smentendo la previsione del 29 marzo a Sulmona, e sostenendo di aver previsto i fatti del 6 aprile a L’Aquila. Di quest’ultima previsione, però, non ne parlò con nessuno se non con alcuni amici, poiché si sentiva sotto pressione a causa dell’avviso di garanzia già ricevuto. A questo proposito soccorrerebbe, come prova, un video girato da una troupe Rai ma mai trasmesso, presente però sul blog ByoBlu nel quale si vede Giuliani che, il 31 marzo, parla di una possibile scossa più forte che sarebbe avvenuta di lì a poco.
Inoltre, una conoscente di Giuliani, Stefania Pace, che la sera del 5 aprile si trovava a Paganica, in più occasioni ha rilasciato interviste e dichiarazioni su quei giorni, addirittura mostrando degli SMS di Giuliani della notte del sisma. Sostiene di conoscere Giuliani da tempo, e che varie volte Giuliani aveva previsto scosse poi verificatesi. In particolare Stefania Pace sostiene che la sera del 5 aprile Giuliani le avrebbe rivelato la probabilità di una forte scossa, invitandola a non dormire in casa. Mentre è in strada col figlio, e con altre persone, arriva un uomo della Protezione civile che invita tutti a rientrare in casa e stare tranquilli, perché è tutto sotto controllo. Lei non lo ascolta, fidandosi di Giuliani, e rimane in auto.
Al di là della considerazione che si tratta spesso di opinioni non direttamente accertabili, e racconti dei fatti a posteriori, ci sono vari aspetti rilevanti.
Prima di tutto occorrerebbe uno studio serio sull’attendibilità delle ricerche di Giuliani (ma non solo), ricerche che vengono portate avanti da anni, anche se sono state portate all’attenzione dei media solo dopo i fatti dell’Abruzzo. A questo proposito ci risulta che ci sono varie commissioni che si occupano della vicenda, ben da prima dell’evento tragico dell’Abruzzo.
Secondo il Prof. Biagi dell’Università di Bari il terremoto di L’Aquila avrebbe potuto essere previsto circa 5 giorni prima dell’evento, proprio basandosi sui precursori sismici, laddove un precursore sismico è una variazione anomala di un parametro geofisico, geochimico, biologico, etc., che si manifesta prima dell’avvento di un terremoto in un’area più o meno estesa intorno all’epicentro. L’area è intesa come terra e atmosfera.
Ci si aspetta che tale studio, tale verifica, avvenga scientificamente e senza preconcetti.
Altro aspetto di rilievo, che pure è stato evidenziato in passato, e che l’attività di prevenzione dei terremoti, quindi al di là della mera previsione, appare oltremodo carente in Italia, se non addirittura assente. Il fatto che l’Abruzzo è da anni conosciuto come territorio sismico, e che mesi di sciame sismico potevano essere considerati sufficienti per attivare delle misure di prevenzione, ci fanno pensare che molto poteva essere fatto ma purtroppo non è stato fatto, per impedire dei morti. E la prevenzione è compito della Protezione Civile e di altri enti pubblici. La Commissione Grandi Rischi, che riuniva i maggiori esperti della materia, qualche giorno prima del devastante terremoto concluse che “non c’è pericolo”.
Il 22 dicembre 2009 il tribunale di Sulmona ha, infine, prosciolto Giampaolo Giuliani dall’accusa di procurato allarme in relazione alla denuncia per un presunto annuncio di terremoto a Sulmona una settimana prima dell’evento sismico del 6 aprile in Abruzzo. Il Gip di Sulmona ha archiviato la denuncia accogliendo la richiesta del PM. Nella motivazione il Gip aggiunge che la correlazione tra l’accumulo di gas radon e la verificazione di eventi sismici oggetto delle indagini scientifiche condotte da Giuliani, è ritenuta generalmente attendibile dalla comunità scientifica, e ciò impedisce di considerare “inesistente” il pericolo di terremoto, come richiesto dalla norma incriminatrice.
Giuliani ha espresso soddisfazione per la decisione del Gip e ha ribadito di “non avere mai annunciato” che si sarebbe verificato un terremoto distruttivo nella Valle Peligna.










