Sul terremoto del’Abruzzo ci sono ancora sorprese, a quanto pare, ed una la ritroviamo nel blog di Claudio Messora, Byoblu.
Il 30 marzo del 2009, come abbiamo già raccontato, si ha una scossa importante che crea parecchi danni alle strutture degli edifici, compreso la scuola De Amicis che presenta notevoli danni. I bambini sono costretti a scappare dalla scuola, per il timore del tetto che possa cadergli addosso.
Il giorno dopo una troupe della Rai si reca sul luogo, e nella scuola De Amicis incontra Giampaolo Giuliani, il tecnico di laboratorio conosciuto perché avrebbe preannunciato il terremoto del 6 aprile, e per questo motivo è stato denunciato per procurato allarme. Purtroppo la sua “previsione” si è avverata.
Il 31 marzo, quindi, nella scuola la troupe della Rai incontra proprio Giuliani, in compagnia del sindaco Cialente. La troupe filma le condizioni della scuola, mentre Giuliani si mostra restio a parlare. Il sindaco ricorda a Giuliani che è stato già denunciato, per cui Giuliani rifiuta l’intervista, non vuole parlare. Ma poi la troupe “ruba” alcune immagini, alcune frasi, dove Giuliani dice che il pericolo c’è, che c’è rischio e di lì a pochi giorni si sarebbe potuta avere una scossa più forte.
Il 31 marzo, ricordiamolo, è anche il giorno in cui si riunisce la Commissione Grandi Rischi, quella che mette a verbale che non c’è alcun rischio, che non c’è alcun pericolo, e che al massimo sarebbe caduto qualche cornicione, previsione tragicamente smentita dalla realtà.
Dico previsione perché anche questa è una previsione. Se si dice che i terremoti non si possono prevedere, come la protezione civile ha ribadito più volte, come le istituzioni hanno ricalcato, allora non si può nemmeno prevedere che non avvengano. Al massimo si può dire “non lo sappiamo”. Ma dire che non c’è pericolo, in quella situazione, di sciame sismico che durava da mesi con oltre 400 scosse, prevedere che non sarebbe avvenuta una scossa sembra oltremodo assurdo, uno smentire che i terremoti non si prevedono.
La cosa interessante è che quel servizio Rai non è mai stato mandato in onda, secondo la troupe una telefonata avrebbe bloccato la messa in onda. Forse quel servizio avrebbe potuto salvare qualche vita, perché il problema non è il pericolo che nasce da un allarme ingiustificato, il problema è dato dal fatto che in quella regione erano mesi che la gente conviveva con un terremoto continuo. Non si trattava, quindi, di spostare migliaia di persone, si trattava di avvertire che pericolo ci poteva essere, e la gente si sarebbe cautelata in qualche modo. Come ad esempio il geologo Moretti che costruì un pilastro per far reggere meglio la sua casa, come quelli che avrebbero potuto dormire in macchina, come altri che avrebbero potuto prepararsi ad una fuga improvvisa. Tante cose si potevano fare, ma non si sono volute fare. Si è preferito rassicurare tutti, si è preferito tacere e non mandare in onda quel servizio, si è preferito attendere, e forse sperare.
Quelle immagini non sono mai andate in onda, perché si era deciso che il pericolo non ci doveva essere. Eppure sarebbero bastate due parole: se sentite scosse importanti, ravvicinate, prendete precauzioni!










